di Lorenzo Sebastiani
Ciao,
Molto frequentemente durante un mix di batteria si ricorre all’utilizzo dei gate o degli expander per limitare i rientri (leakage) rispetto alla fonte a cui ciascun microfono è dedicato.
Ad esempio uno dei primi problemi è il rientro dell’Hi-Hat nel microfono del rullante. Ma spesso, se si cerca un’immagine pulita e secca della batteria, anche i rientri indesiderati nei microfoni dei tom vorremmo che fossero limitati.
In questi casi si utilizzano i gate che consentono di fissare una soglia (threshold), la quantità in dB di attenuazione (floor) e altri parametri di comportamento. Quando il segnale sul quale è applicato il gate supera quella definita soglia, il gate si “apre” lasciando passare il suono che, in caso contrario (quando il segnale si trova al di sotto della soglia), viene attenuato.
Il problema nasce quando i rientri sono così invadenti che “aprono” il gate anche se non dovrebbero.
Facendo un tipico esempio, il forte rientro del rullante nel microfono del tom potrebbe far aprire il gate anche quando il tom non suona, in corrispondenza del colpo di rullante.
Una soluzione potrebbe essere quella di applicare un close miking più stretto ma non sempre è ciò che vogliamo: a volte ci piacerebbe riprendere il kit più da lontano per riprendere in maniera più completa e naturale il suono.
Ecco che in questo caso l’utilizzo dei trigger ci potrebbe fornire la soluzione ideale.
Esistono in commercio dei microfoni a contatto che potrebbero essere utilizzati proprio a tale scopo.
L’uso più comune dei triggers è quello di sostituire o aggiungere un campione audio del kit come la grancassa, il rullante, i tom, ecc.. (vedi Steven Slate Drums) ma in quest’articolo capiremo come farne un uso differente.
Questi microfoni vengono agganciati ai pezzi del kit che vorremmo triggerare (a contatto con le pelli) e producono un suono molto medioso con un transiente super veloce, ideale per lo scopo.
Registrando il kit come faremmo di solito con l’aggiunta di questa tipologia di microfoni ci permetterà di utilizzare il segnale di trigger per “guidare” l’apertura del gate, praticamente sfruttandone il Side Chain.
Il vantaggio infatti di tali microfoni è che, essendo a contatto, escludono qualsiasi rientro indesiderato, fornendo un segnale che di fatto agisce da Acceso/Spento.
Come fare quindi per configurare il Side Chain?
Apriamo in insert il plugin di gate sul canale relativo al pezzo del kit interessato, ad esempio il rullante.
Inviamo l’uscita del segnale trigger del rullante ad un bus mono (ad esempio bus 1)
all’interno del plugin di gate del rullante assegnamo l’ingresso Side Chain dedicato al bus 1
ascoltiamo in play e impostiamo i vari settaggi del gate
Noterete che sarà molto più semplice ed efficace configurare il gate e sarete tranquilli che nessun rientro potrà suscitare comportamenti indesiderati!
Un ulteriore accorgimento può essere quello di anticipare nella timeline la traccia di trigger rispetto alla traccia suono di qualche millisecondo (es. 10 ms): in questo modo il segnale verrebbe aperto in anticipo.
Perché farlo?
Aumentando il tempo di attacco del gate potremo in questo modo salvaguardare al meglio l’attacco del suono, caratteristica che è sempre suscettibile di modifiche indesiderate quando si utilizzano tempi di attacco molto veloci con i gate (es. clicks indesiderati).
Se anticipiamo la traccia trigger di 10ms potremo provare un valore di attacco di 8ms. Fatelo comunque sempre ad orecchio!
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